LUCA VALLATA
Chi sono

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Abito in quel paese ripido che si chiama Erto, giusto sul confine tra Friuli e Veneto. Ho scelto di spostarmi qui dal mio comune d'origine, che per la verità è da Erto e Casso molto poco distante, perchè qui si può vivere una montagna ancora selvatica e misteriosa. Come dice saggiamente qualcuno che conosce molto bene la valle: «qui ancora non nevica firmato».

E' questa la cifra del mio alpinismo e del mio stile di lavoro, cercare di stare fuori dalle rotte più battute, rincorrendo invece vie, storie e montagne dimenticate.

Pratico alpinismo da ormai quasi 20 anni e padroneggio tutte le discipline che la montagna ci da la possibilità di praticare, in base alle diverse condizioni stagionali; prediligendo tra tutte l'arrampicata su roccia l'estate e lo sci alpinismo, le discese ripide e l'arrampicata su ghiaccio l'inverno.

Il mio terreno d'elezione sono sicuramente le Dolomiti Orientali, con particolare attaccamento ai gruppi montuosi della Civetta, delle Pale di San Lucano e dell'Agnèr, dove ho spesso avuto l'onore e il piacere di aprire numerosi nuovi itinerari. Ho comunque, negli anni, preso parte a numerose spedizioni extra-europee oltre a ripetizioni di vie lungo tutto l'arco alpino.

Oltre a praticare il mestiere di Guida Alpina, lavoro come matematico presso un'azienda, il mio impiego si svolge a stretto contatto con l'ambiente dei previsori valanghe, mi trovo infatti a fornire loro degli strumenti, in particolare modellizzazioni del manto nevoso, utili ai fini della compilazione dei bollettini giornalieri invernali. 

Il mestiere di guida

Nella mia interpretazione del mestiere di Guida Alpina le attività con le quali ho più grande piacere di lavorare sono quelle che richiedono le competenze peculiari ed esclusive della Guida Alpina, ovvero: tutte le discipline di scalata su terreno d'avventura e lo sci alpinismo.

Il contesto di lavoro che preferisco è quello in cui mi trovi ad accompagnare il cliente in un percorso di miglioramento tecnico e di acquisizione di nozioni ed esperienze che lo portino, a raggiungere l'obiettivo che si era prefissato e a muoversi in maniera sempre più autonoma. L'ideale è quello di instaurare un rapporto di scambio e di fiducia con il mio cliente.

Che cos'è l'alpinismo secondo me?

Di sicuro è qualcosa di molto distante dallo sport; è un'attività che ha le sue regole e che richiede grandi disciplina ed allenamento, ma anche e soprattutto moltissima fantasia e curiosità.

I confini della nostra azione sono spesso solo quelli definiti dalla nostra inventiva e dalla volontà di impegnarsi in un progetto, e si dipanano su un amplissimo spazio a tre dimensioni.

Credo che l'alpinismo al giorno d'oggi, nel mondo occidentale, sia la maniera più sincera di vivere l'avventura totale, quella che ci mette in gioco nella maniera più profonda. Per l'alpinismo estremo, le sensazioni personali che si provano su un'alta cima del Ladakh o su una grande e severa parete Dolomitica, non devono essere molto distanti da quelle provate dai coraggiosi navigatori o esploratori del passato.

Perche Samatari?

Dovesse essermi data la possibilità di scambiare due parole con un qualche uomo del passato, di sicuro tra i primi che evocherei vi sarebbe Alfonso Vinci, classe 1915, alpinista, avventuriero, cercatore di diamanti, geologo e molte altre cose ancora. Un piccolo capitolo della sua vita, un'esperienza di tale profondità da poter riempire invece la vita di più di una persona più normale, è raccontato nel libro Samatari del 1955. In questo libro egli racconta il suo viaggio, durato un anno, tra le genti Yanomami, una popolazione indigena nella zona dell'Orinoco, in Venezuela.

Per me questo suo, è tra i libri che esprimono con più bello stile il concetto di avventura totale, una fonte d'spirazione per la mia attività personale e per la mia professione.

Su Capitani di Ventura - Civetta, parete Nordovest

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Bivacco con vista oltre la cengia mediana del Burèl

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Sullo scudo della via Manitua, Grandes Jorasses

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Su Capitani di Ventura - Civetta, parete Nordovest

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