Vie ROSSE
Ripercorrendo la leggenda

All'interno di questa lista rientrano alcune tra le più iconiche vie delle pareti delle Dolomiti Orientali, il ripercorrere queste vie significa attraversare un capitolo della storia dell'Alpinismo. Tutte le vie contengono almeno un tratto di VI grado, il loro sviluppo va dai 500m ai 1600m della via più lunga delle Dolomiti, ovvero lo Spigolo Nord del Monte Agnèr. Per alcuni di questi itinerari si rende necessario, per la ripetizione, un bivacco in parete. A parte qualche eccezione, per le vie in oggetto si preferisce un rapporto 1:1 guida clienteQueste salite sono rivolte a persone che abbiano già un'ottima confidenza con l'arrampicata in falesia e che abbiano già percorso almeno 10 itinerari classificabili come vie gialle oltre che ad un'ottima forma fisica.

Via Spigolo Nord - Agnèr - Agnèr - 1600m VI
Gilberti-Soravito - 1930
Semplicemente la via più lunga delle Dolomiti, una lunga cavalcata sul titanico spigolo che conduce verso la cima del Monte Agnèr. Al fine di godere a pieno dell'esperienza e della magia della Valle dei Sogni, la Valle di San Lucano, e di dosare al meglio le energie, è consigliabile percorrere l'itinerario in due giorni, bivaccando quindi su una delle comode cenge dello spigolo.

Via dei Sudtirolesi - Agnèr - Agnèr - 1200m VI+
Holzer-Messner - 1967
Una salita lunga, tortuosa e selvaggia attraverso l'ombrosa parete Nord dell Agnèr. Un esperienza per spiriti forti...e allenati!

Sulla Sudtirolesi all'Agnèr, la Valle di San Lucano luminosa sotto di noi

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Sulla Sudtirolesi all'Agnèr, la Valle di San Lucano luminosa sotto di noi

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Via Philipp-Flamm - Punta Tissi - Civetta - 1000m VII
Philipp-Flamm 1957
Una delle vie più famose delle Dolomiti, il capolavoro della meteora austriaca Walter Philipp, l'artista senza rete. Via molto lunga che richiede di saper cogliere l'attimo, la via infatti risulta in condizione solo per poche settimane all'anno, soprattutto a causa dei suoi camini terminali, spesso fradici.


Via Solleder-Lettenbauer - Cima Civetta - Civetta - 1200m VI
Solleder-Lettenbauer - 1925

Tradizionalmente è considerata la prima via di VI grado delle Dolomiti, sicuramente un itinerario che ha aperto una nuova era e una delle pietre miliari della storia dell'arrampicata. Aperta dai fuoriclasse bavaresi in giornata, dopo un precedente sopralluogo, è una di quelle vie che non possono mancare nel carnet di un Dolomitista che voglia definirsi tale.

● Via Aste-Susatti - Punta Civetta - Civetta - 800m VII
Aste-Susatti - 1954

La firma del roveretano sulla parete Nordovest, la via segue l'evidente intaglio di destra della Punta Civetta.
Via lunga e impegnativa.


● Via Cassin - Torre Trieste - Civetta - 700m VII
Cassin-Ratti - 1935
Ivo Rabanser si appella alla via come «lo spigolo del Risolutore», ove ovviamente il soggetto è Riccardo Cassin, il quale nell'occasione dell'apertura se ne arrivò da Lecco con Ratti e la sua motocicletta e al primo tentativo, risolse quello che era un problema noto a tutta la generazione alpinistica di allora.


● Via Bellenzier - Torre Alleghe - Civetta - 400m VII+
Bellenzier - 1964
«Un giorno da leoni», così titolava il capitolo a Bellenzier dedicato in un ottimo libro di Alessandro Gogna. Via mitica, aperta in solitaria dall'allegese Domenico Bellenzier, che attraversa una spietata placca grigia di grande solidità e difficoltà.


● Via Carlesso-Menti - Torre di Valgrande - Civetta - 480m VI+,/A1 o VIII-
Carlesso-Menti - 1936
E' stata per molte cordate il "primo assaggio di Nordovest", trattandosi di una via della parete a tutti gli effetti ma avendo una lunghezza relativamente contenuta. Uno dei capolavori dell'alpinista pordenonese d'adozione, segue un sistema di diedri-fessure dritti come il taglio di un coltello che incidono la parete della Torre di Valgrande. Il tratto chiave è dato dal superamento di uno strapiombo molto fotogenico.


● Via Calabretto-Verri - Scalet delle Masenade - Moiazza - 360m VII-
Calabretto-Verri 1989

Elegante salita che attraversa l'assolata parete sud dello Scalet delle Masenade. Per caratteristiche e bellezza dell'itinerario può essere considerata una "Decima con steroidi"

● Via KCF - Rocchetta Alta di Bosconero - Bosconero - 550m VII
Braumann-Vehse - 1970

A mio personale parere la via più bella all'interno della stupenda triade del Bosconero, composta da KCF, Navasa e Strobel. La linea presenta difficoltà vassima di VII in un singolo passaggio, per il resto presenta un'arrampicata godibilissima su roccia salda ed in genere grigia.

● Via Navasa - Rocchetta Alta di Bosconero - Bosconero - 550m VII-
Navasa-Dal Bosco-Baschera - 1965

Altra stupenda classica del Bosconero, come la KCF, la Navasa, o via delle Grole, si dipana sulla parete nord e sale tramite una sere di traversi audaci. Altra salita di grande soddisfazione.

● Via Spigolo Strobel - Rocchetta Alta di Bosconero - Bosconero 550m VII-
Menardi-Lorenzi-Lorenzi-Da Pozzo-Zardini - 1964

La linea si sviluppa nelle immediate vicinanze dell'impressionante spigolo della Rocchetta Alta e lo vince seguendo con grande ingegnosità alterni sistemi di diedri e fessure. Ogni volta che percorrerete in discesa la Val di Zoldo non potrete non dare uno sguardo a quella linea maestosa e non ricordare di quella volta che ci avete messo le mani.

Via Costantini-Apollonio - Tofana di Rozes - Tofana - 550m VII+ o VI/A1
Costantini-Apollonio - 1944
Grande classica della Tofana di Rozes, la quale affronta coraggiosamente la parete gialla solcata da vari netti strapiombi al di sotto di quella fessura camino una volta chiamata Schiena di Mulo.


 Via Ey de Net - Tofana di Rozes - Tofana - 800m VI+
Leviti-Mich - 1982
La via sale la sezione di sinistra della grande e triangolare parete della Rozes. Ha difficoltà tutto sommato contenute, ma un buon sviluppo e roccia in genere di molto buona qualità. Una bella alternativa alle invece ripetutissime altre classiche della parete.


 Via Comici-Dimai - Cima Grande - Tre Cime di Lavaredo - 550m VII+ o VI/A0
Comici-Dimai-Dimai - 1933
Per la descrizione della via è qui sufficiente una sola parola: «CAPOLAVORO»


 Via Cassin - Cima Grande - Tre Cime di Lavaredo - 550m VIII o VI/A0
Cassin-Ratti -1935
Assieme alla Cassin della torre vicina, uno dei due pilastri su cui poggia l'alpinismo Dolomitico dell'epoca classica. Anche in questo caso, come praticamente in tutte le sue altre salite, Cassin adottò lo stile "veni vidi vici", ovvero risolse un problema già da molto sotto gli occhi di tutti senza esitazioni e al primo tentativo. Il suo lunghissimo traverso verso sinistra, al di sopra del baratro, fa parte dell'epica delle Dolomiti. Ogni vero dolomitista conserva a casa gelosamente la foto della sua prima volta lungo quegli espostissimi tiri.
 

Il famosissimo ed esposto traverso della Cassin

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Il famosissimo ed esposto traverso della Cassin

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 Via Spigolo Giallo - Cima Piccola - Tre Cime di Lavaredo
Comici-Varale-Zanutti - 1933

Via oggi ripetuta e popolare, visti il rapidissimo avvicinamento e l'abbondante chiodatura, non smette di impressionare per l'audacia della linea, la quale vince il giallissimo spigolo della Cima Piccola. Mentre salirete, dedicate una piccola parte della vostra attenzione al pensare al Grande Triestino su per di là, con la roccia ancora non ripulita dalle ripetizioni, un pugno di chiodi, un martello e la corda legata attorno alla vita.

 Via Don Quixote - Marmolada d'Ombretta - Marmolada
Mariacher-Schiestl - 1979

Assieme alla Vinatzer una delle "porte d'accesso" alla parete, leggasi anche una delle vie "più abbordabili per difficoltà" della parete sud della Marmolada. Si svolge sempre su roccia di ottima qualità e si fa più impegnativa man mano che si sale, i tiri finali anche se ad oggi tempestati di chiodi, non sono per niente scontati.

 Via Vinatzer/Castiglioni - Punta Rocca - Marmolada - 850m VI+
Vinatzer-Castiglioni - 1936

All'epoca dell'apertura: un capolavoro futuristico. La leggenda narra che il tiro di VI+ sia stato salito a piedi scalzi dal primo di cordata Batista Vinatzer di Ortisei, al fine di avere maggiore sensibilità nei posizionamenti. La parte bassa della Vinatzer è tipicamente associata, dopo la metà dell'itinarario, con la stupenda variante Messner; questa, tramite stupenda arrampicata di placca, salva lo scalatore dai canali e camini della via originale.

 Via Tempi Moderni - Punta Rocca -Marmolada - 850m VIII
Mariacher-Iovane - 1982

Il più grande contributo dato all'alpinismo classico dolomitico da parte del punto di riferimento dell'arrampicata moderna e ispiratore di generazioni Heinz Mariacher. "Non andavamo in parete per fare grado, ma per fare stile" era il loro antico motto, ci penserete lungo la strepitosa rigola del decimo tiro. Tutti sognano una foto, alla posa della Iovane, su quel pezzo di roccia.

 Via Diedro Casarotto-Radin - Spiz di Lagunaz - Pale di San Lucano - 750m + zoccolo VI+/A1 o VII+
Casarotto-Radin - 1975
Probabilmente il più grande diedro delle Dolomiti è quello attraversato da questa via. Se a questo si aggiunge il fatto che questo maestoso libro spalancato è stato per primo salito dal mostro sacro Renato Casarotto, la via risulterà irresistibile ai veri estimatori dei Monti Pallidi.


 Via Piano Inclinato - Terza Pala - Pale di San Lucano - 1000m + zoccolo V
Casarotto-Radin - 1976
Probabilmente la via più godibile del gruppo delle Pale di San Lucano. Si tratta di un itinerario lungo con avvicinamento e discesa impegnativi, ma su roccia bella e difficoltà tutto sommato contenute.


 Via Spigolo Tissi-Andrich - Terza Pala - Pale di San Lucano - 1300m V
Tissi-Andrich - 1930
Lunghissima e "mugosissima" via, solo per gli amanti dello stile "ravanage". L'itinerario segue la direttiva evidente del maestroso spigolo della Terza Pala di San Lucano, attraversa diverse cengie e faticose macchie di mughi. La lunga discesa può essere eseguita lungo la via di salita oppure lo spigolo può essere concatenato con Le Creste di Milarepa, le quali conducono alla discesa "normale" dallo Spiz di Lagunaz.

 Via Lacedelli-Ghedina - Cima Scotoni - Cima Scotoni - 450m VI e A1
Lacedelli-Ghedina-Lorenzi - 1952

Al tempo dell'apertura, una delle vie più difficili delle Dolomiti. Sale la complessa parete sud-ovest della Cima Scotoni, famosa tra le altre cose per il suo caratteristico "passo del gatto" ovvero una fessura/rampa inclinata attraverso la quale è necessario strisciare per raggiungere la cengia mediana.

Costi

Le vie rosse sopraindicate o quelle proposte dal cliente che possono rientrare in questa categoria hanno un prezzo indicativo che va da 600€ a 1200€. La tariffa richiesta varia in base all'impegno complessivo della via, tenendo conto quindi parametri quali: la permanenaza in parete prevista, l'avvicinamento, la difficoltà.
Il prezzo proposto copre il compenso della Guida Alpina ma
non eventuale vitto o trasporto nel caso in cui la trasferta sia significativa.Saranno applicati degli sconti ragionevoli nel caso di acquisto di 2 o più ascensioni guidate.